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Mariana, Daniela e Lucila: “La nostra nuova routine in casa… con la testa al prossimo torneo”

Dalla voglia di playoff allo stop obbligatorio, come la necessità di guardare con fiducia al futuro, nel rispetto delle direttive governative. Anche in un momento difficile come l’emergenza che tutto il mondo sta vivendo, con l’esigenza di creare routine diverse da quella a cui ognuno era abituato fino a un mese fa.

Mariana Duran, Daniela Gomez e Lucila Cragnolino, le tre sudamericane del Salerno Basket ’92, sono rimaste a Salerno e stanno trascorrendo il periodo di isolamento in Italia. Dapprima l’impossibilità di rientrare in patria (Duran in Venezuela, le altre compagne in Argentina), poi la scelta e la consapevolezza che per far sì che vada tutto bene… è meglio restare. Senza ansie. ” La situazione prima era diversa, pensavamo che l’emergenza colpisse soltanto l’Italia e volevamo tornare a casa perché pesavamo potessimo stare meglio e vedere le nostre famiglie, però poi ci siamo rese conto che questa situazione colpisce tutto il mondo. Se prima volevamo scappare, ora siamo certe che sia meglio restare e siamo molto più tranquille. Siamo rimaste in contatto con l’ambasciata via e-mail, ci hanno chiesto se avessimo un posto dove stare o se fossimo in pericolo. Fortunatamente qui a Salerno siamo in casa, stiamo bene” dicono le tre cestiste. Continuano ad allenarsi, anche se la testa è già al prossimo campionato. “La prima settimana è stata un po’ disordinata, come se fosse una domenica di riposo… tutti i giorni. Mangiavamo male, era strano non doversi allenare. Quando ci siamo resi conto che la cosa andava avanti, abbiamo iniziato a fare esercizi ogni giorno con un programma ben definito e sistemato l’alimentazione. Nelle nostre giornate poi occupiamo il tempo guardando qualcosa su Netflix, sistemiamo un po’ la casa, mettiamo ordine e facciamo tutto ciò che nella vita di tutti i giorni, quando sei impegnato, non hai il tempo di fare”.

In Sud America le famiglie di Duran, Gomez e Cragnolino, che hanno sempre seguito le partite della Todis Salerno ’92 in diretta streaming ogni settimana, restano in contatto con loro grazie a internet. “Ora facciamo videochiamate anche più spesso rispetto al solito, perché anche loro sono chiusi in casa e viene naturale. Sentiamo più spesso nonni, cugini, cose che prima non facevamo perché eravamo sempre di corsa e stressate. Ci siamo uniti di più con la famiglia. I fusi orari? In Argentina sono 4 ore in meno, in Venezuela 5. – dicono – In Sud America è tutto molto all’aperto, abbiamo case grandi, cani. Qui siamo chiuse perchè sono tanto diffusi i condomini e la differenza si accusa tanto, avendo i soli balconi a disposizione per prendere un po’ di aria. Di Salerno ci manca il lungomare, uscire, la possibilità di scegliere cosa fare e ovviamente la pallacanestro. Quando sono cose programmate e obbligatorie non ti rendi conto di quanto ti rendano felice. Ora ci manca tutto, anche il momento in cui siamo stanche e non vorremmo allenarci”.

Infine, una riflessione sportiva dopo l’annullamento della stagione: “C’era tanta voglia di giocare e di finire la stagione, avevamo un sacco di carica ed eravamo sicure che avremmo fatto bene ai playoff. La pausa però “uccide” uno sportivo. Se la FIP avesse deciso di riprendere più avanti, non sarebbe stato lo stesso, visto che alcune squadre avrebbero perso le straniere e noi giocatrici avremmo dovuto fare i conti con condizioni atletiche lontane da quelle ottimali. E poi, non avrebbe avuto senso continuare soprattutto per motivi di salute”.